Quando si parla di violenza di genere il pensiero va subito a immagini esplicite e drammatiche. Ma la violenza di genere non è sempre urlata: spesso è silenziosa, organizzata, apparentemente razionale. E passa dal controllo economico.
La violenza economica non lascia lividi o segni visibili
Esiste infatti una violenza più silenziosa, pervasiva, spesso normalizzata e che non lascia segni visibili agli occhi degli altri: la violenza economica. Non è solo il divieto di non lavorare, è il controllo del denaro, l’esclusione dalle decisioni finanziare o quella delega ad altri che, “per comodità”, nel tempo può diventare da altri.
E’ un tema trasversale, che riguarda tutte, non solo chi non lavora: riguarda anche donne manager, professioniste competenti con ruoli di rilievo che ogni giorno in azienda prendono decisioni complesse, anche economiche, ma che nella vita privata poi non monitorano il conto, non firmano consapevolmente un mutuo, non pianificano il proprio futuro … economico. Ma il denaro che non guardi è il potere che ti togli, o che lasci a qualcun altro.

Delegare: supporto o dipendenza?
Spesso tutto è delegato al partner o al marito, una delega per fiducia, perché “è più portato”, “perché non ho tempo”, “perché io i numeri non li capirò mai”, “perché tutte le amiche fanno così”. Finché tutto va bene e funziona, si rimanda, si delega. Ma cosa accade quando qualcosa non funziona più?
E’ doveroso ricordare che delegare si può: ma la delega, e la fiducia concessa agli altri, non esclude la conoscenza. E’ importante avere consapevolezza e conoscere, anche quando si delega parte della gestione. Il potere decisionale deve sempre rimanere in mano nostra.
Il punto è questo: la consapevolezza economica va costruita prima, nel business come nella vita privata, non quando si è in emergenza.
Gestire il denaro per gestire la tua libertà di scelta
Bisogna imparare a conoscere il denaro, saperlo gestire, programmare, creare margini di sicurezza: da questo dipende la nostra libertà finanziaria ed economica e, di conseguenza, la nostra libertà di scelta. Non imparare a gestire il denaro è, appunto, una rinuncia progressiva al proprio potere decisionale.
Quando impariamo a gestire i soldi possiamo scegliere: di restare, di andarcene, di cambiare (lavoro, partner, vita…), di prendere decisioni in autonomia e che rispecchiano noi. Spesso chi non guarda i numeri non lo fa per superficialità, ma per paura. I numeri però non giudicano, raccontano: storie di potere, di scelte mancate, di possibilità non viste.
Se senti che il tema del denaro ti mette a disagio, se intuisci che delegare tutto non è più una soluzione, sappi che esistono strumenti, percorsi di educazione finanziaria femminile e reti di supporto.
L’importanza di iniziare
Il mio interesse per la violenza di genere nasce proprio qui: nel punto in cui i dati incontrano le relazioni, e dove l’asimmetria economica diventa asimmetria di potere, limitazioni di scelta. Perché cambiare si può.
Negli anni ho visto come una maggiore consapevolezza economica possa cambiare radicalmente lo sguardo che una persona ha su di sé, sulla propria vita personale e professionale. La gestione consapevole del denaro non è solo una forma di autotutela ma è soprattutto una straordinaria occasione di crescita.
E’ riprendersi lo spazio decisionale che ci spetta, attraverso una maggiore consapevolezza economica e finanziaria. Una forma di libertà, di prevenzione, di autodifesa, di garanzia sul nostro futuro.
Cambia così il modo di stare nelle relazioni, di negoziare, di progettare e imparare a usare il denaro come chiave di libertà, non come fine. E si può iniziare insieme: con competenza, semplicità, rispetto e uno sguardo concreto sul futuro

